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23 maggio... Che data particolare il 23 maggio... non so voi, per me il 23 maggio da 17 anni è una data da dimenticare assolutamente. Una data da abolire dal calendario. Ma non si può dimenticare, non si può abolire, non si può far altro che subìrla. Anno dopo anno. Un calcio allo stomaco, forse è poco per descrivere cosa sia per me questa data. Uno di quegli eventi che immagini possa accadere, ma speri sia solo una suggestione. Un po' come pensare alla propria morte. Diciamoci la verità... tutti sappiamo che va accettata, ma la nostra non la immaginiamo neanche. Ed è meglio così ovviamente. Ma non possiamo evitarla. Come io non posso evitare questo calcio allo stomaco ogni anno. Ogni 23 maggio, ogni 19 luglio. E non potrò mai dimenticare di Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo, di Antonio Montinari, di Vito Schifani, di Rocco Di Cillo. Loro, gli ultimi tre sono gli angeli custodi, quelli che avrebbero dovuto proteggere Giovanni Falcone. Ma cosa avrebbero mai potuto fare contro una devastazione di quel genere? Nessuno avrebbe mai potuto far qualcosa. Chi come me aveva superato i 20anni ricorda, chi era piccolo o forse nemmeno era nato non può ricordare, ma sappia che la Sicilia era diversa. La mafia era onnipresente, ma come entità sconosciuta. Un nemico invisibile che uccideva e dominava. Un nemico invisibile che non si può combattere proprio grazie alla sua invisibilità. Oggi, grazie al sacrificio di Giovanni Falcone (23 maggio '92) e di Paolo Borsellino (19 luglio '92), qualcosa della mafia sappiamo. Il nemico non è più invisibile. Non si lotta ancora ad armi pari, ma è di certo un po' più facile. Consigli per la lettura: "Cose di Cosa Nostra" libro-intervista di Marcelle Padovani a Giovanni Falcone. Un'intervista in sei parti in cui, con parole semplici, Giovanni trasmise parte del suo metodo. Un metodo che il mondo onesto ha invidiato, un metodo che il mondo criminale ha cercato di eliminare per sempre. Con poco successo per fortuna... Luigi Asero ![]() ![]() ![]() ![]() Berlusconi e la crisi economica«MI ACCUSERANNO DI FARE IL VENDITORE» - «Dobbiamo essere più forti del panico e della follia» è il punto di vista del Cavaliere, che torna a suggerire «Se si hanno delle azioni non bisogna assolutamente venderle, se invece abbiamo dei soldi liquidi io consiglio di comprare quelle azioni che valevano 10 un anno fa e che adesso valgono 2-3-4». Le azioni di Eni e Enel, ha spiegato ancora il presidente del Consiglio «ora sono sottovalutate» visto che sono «aziende che continuano a fare utili». Berlusconi ha detto che ad esempio Eni, quest'anno, «avrà un utile straordinario». «Sarò accusato di fare il venditore - ha aggiunto Berlusconi - , ma io credo di fare il mio dovere di presidente del Consiglio per evitare il panico e per dare serenità agli italiani. So che può sembrar strano, ma condivido punto per punto le affermazioni dell'On. Berlusconi. Il panico ci fa sbandare in autostrada molto più dell'incidente che provoca la nostra paura. La calma resta l'unica soluzione a una situazione drammatica come quella che sta vivendo il mondo in questi giorni. Il modo più facile di perdere TUTTO è ragionare in maniera sconsiderata prelevando in blocco tutti i fondi dalle banche. Quest'azione è l'unica che provoca vera crisi di liquidità. Quindi per una volta, almeno per questa volta, si veda il Presidente Berlusconi come vero Presidente del Consiglio e non come parte politica avversa. E lo si ascolti. Per il bene di tutti. Luigi Asero Umanamente... ...Umanamente qualche anno fa si è invaso uno Stato, per me degno di rispetto al pari di tutti, se non altro per la popolazione inerme.... ...Umanamente alla caduta del dittatore si è detto d'averlo liberato... ...Umanamente il dittatore è stato impiccato pubblicamente... ...Umanamente dei soldati liberatori hanno violentato, ucciso, perpetrato crimini di guerra, usato probabilmente armi chimiche... ...Umanamente portate dalla loro patria visto che lì, in quei territori, non ne hanno trovate... ...Umanamente è stata portata una democrazia da 80 morti al giorno... più i disperati che non conteremo mai... ...Umanamente questi soldati si vantano di come trattano un cane... come trattassero un iracheno... ...Umanamente, non vi piacerà!... ma voglio vedere questo soldato rientrare in patria dentro una cassa... ...Umanamente con la sua bandiera a stelle e striscie avvolta che lo protegga dalla sua stessa disumanità... ...Umanamente Chi è il vero "cane"? Il video lo trovate su www.corriere.it , chi non raggiungesse il link può chiedermelo perché io l'ho conservato. Luigi Lettera aperta per CataniaUn gruppo di persone, di credenti, di cittadini ha inviato una lettera che fa un quadro della situazione politica economica e sociale a Catania. Un quadro che l'informazione ufficiale non darà mai! Il testo completo lo trovate sul sito www.sapereitalia.it
Per tutti coloro che ritengano di voler condividere il testo vi prego di copiare questo post sui vostri blog (anche se non di Catania)
Grazie
Luigi Asero Famiglia? E serve la politica?...Non si sente altro in questi giorni... "il ministro per le politiche....", "il cardinal ...", "i sindacati uniti nella richiesta di...", ecc ecc ecc
L'unica verità che mi sembra di percepire è che si è ri-trovato uno spazio per mettersi in mostra, per raccogliere consensi, per mostrare la propria aria da bravi ragazzi in un momento in cui la maggioranza delude le aspettative e le promesse, mentre l'opposizione vede rodersi all'interno da mille sterili polemiche su leadership veramente molto dubbie. La Chiesa in tutto ciò esprime legittimamente la propria opinione, ma appare veramente distante dalle necessità reali delle famiglie italiane. Anche perché mentre Governo, opposizione e sindacati devono occuparsi dei problemi interni alla Chiesa spetterebbe di occuparsi dei problemi di tutto il suo gregge sparso nel mondo... Ma par che dal Vaticano non si riesca a vedere oltre le mura di Roma. Qualcuno dice che la Chiesa fa politica, io credo semplicemente che sia stata così abituata da chiunque abbia governato o regnato negli italici territori.
Credo che mai come nei problemi della famiglia valga il detto secondo cui "i panni sporchi si lavano in famiglia". Perché?
Semplicemente perché le famiglie italiane vivono sì una crisi economica, ma c'è poco da fare è la diretta conseguenza della crisi commerciale e industriale. Meno lavoro=meno stipendi e vita più cara.
La vera crisi (e qui correttamente forse si muove la Chiesa) è quella dei valori. Le crisi economiche periodicamente hanno stretto l'italia, ma ciò non impediva unioni familiari e figli, con stenti forse. Ma con la felicità dei nostri nonni che ancora si commuovono al ricordare il loro matrimonio o la nascita dei nostri genitori.
Oggi invece "il grande passo" si fa allegramente, tanto c'è il divorzio. Non sono contrario a quest'ipotesi, ma come ultima chances... Non come panacea di ogni scelta sbagliata.
E che dire del modo di far crescere i figli, sì alla libertà. Ma il rispetto altrui? Invece oggi si intende che i nostri possono far quel che vogliono. Senza regole, senza punizioni. Ma anche senza carezze o affetto. Senza giocar con loro. Per quello si delega alla TV e alla Play Station.
Non mi stupisce che il non poterla usare abbia condotto un giovane a uccidere il compagno di stanza ieri in America.
Si delega al mondo esterno la nostra responsabilità, si delega al mondo esterno la nostra sicurezza, si delega al mondo esterno la nostra salute, si delega al mondo esterno il nostro futuro.
Si dimentica però che il mondo esterno è fatto da altri "noi". Due sole mosse spettano a tutti noi per salvare la famiglia.
La mossa del dialogo e la mossa dell'Amore. Il resto vien da sé, senza politici e senza opinionisti dell'ultimora. Come me in questo momento.
Lu' Guerra umanitaria..."Un soldato americano ha ammesso di avere stuprato una ragazzina irachena di 14 anni e di avere ucciso lei e tutti i membri della sua famiglia. James Barker ha ammesso le proprie colpe all'inizio del processo marziale a suo carico in corso negli Usa. L'ammissione di colpevolezza permetterà all'imputato di evitare la pena capitale. Barker è uno dei quattro soldati Usa accusati dell'omicidio. Tutti i sospetti appartengono alla Seconda Brigata di Elite della 101esima Divisione Aerea. I tre imputati che dovranno rispondere di stupro e omicidio sono Jesse Spielman. Paul Cortez e Bryan Howard." (tratto dall'edizione odierna del Corriere della Sera online - www.corriere.it)
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Danzica 1° agosto 1939- iniziò così la "Seconda Guerra Mondiale" con la declamata GUERRA "UMANITARIA" (il termine é di Hitler)
"..nell'intervento militare di Hitler c'è una conscia saggezza, e nel testo del documento una pagina di storia: é la liberazione di un popolo che vive a Danzica; il 90% di origine tedesca, ma dal 1918 subisce l'oppressione della Polonia, che respinge la proposta di Hitler basata su una ragionevole soluzione: l'autodeterminazione, cara a tutte le democrazie.
Siamo sempre sicuri che tutto ciò abbia dei "fini nobili"... scusate il mio personale dubbio. Il caso odierno finito in Corte Marziale è solo la punta di un iceberg molto più vasto. Un caso scoperto su migliaia taciuti. L'espressione "guerra umanitaria" è troppo spesso abusata per celare ben altri scopi... petrolio, ricchezze, sete di potere, incapacità di affrontare i problemi interni del Paese che si presiede... È pericoloso tutto ciò, è pericoloso il nostro "non sapere" quanto accade realmente... riflettiamo, tra una birra e un gin & cola o tra una lettura e un concerto... Lu' Vendetta contro Berlusconi.... o autogol?Il ddl Gentiloni sostituisce la legge Gasparri. Una nuova legge regola il sistema radiotelevisivo in Italia. Una legge che regola nuovamente il mercato aprendo di fatto la strada a eventuali nuovi poli televisivi che possono finalmente aspirare a una maggiore visibilità.
Credo sia giusto fare una premessa. Chi mi conosce sa come da sempre io mi sia battuto per gli ideali proposti dall'ideologia di sinistra (che non è neccessariamente comunista, lo dico per gli affezionati del credo berlusconiano...), ma cerco sempre di essere obiettivo e credo in una sinistra capace di fare autocritica, ben sapendo che ragioni e torti non sono mai da un solo lato.
Fatta la premessa continuo nell'esternare questa mia modesta opinione a proposito di questa nuova legge. Non mi permetto di entrare nel merito non essendo un giurista e non avendo quindi la necessaria competenza.
Certamente però i due poli principali dovranno abbandonare le frequenze utilizzate per passare al digitale terrestre. A destra si invoca allo scandalo... "Mediaset deve passare rete4 al digitale terrestre per una vendetta della sinistra di Governo nei confronti di Silvio Berlusconi... la sinistra cerca di instaurare una dittatura dell'informazione..."atto di banditismo" proclama da Campobasso l'on. Berlusconi...Legge "ad personam" contro l'avversario politico fanno sapere dagli uffici Mediaset...
Ma anche a sinistra fioccano i commenti... "Si ripristinano le regole di mercato"..."Rete4 ha lavorato su frequenze fuori legge per anni, oggi quelle frequenze vengono liberate e rivendute"...la legge è stata approvata all'unanimità ed è segno che sia giusta... ecc ecc
Ora, a parte che anche l'entrata in guerra della Seconda Guerra Mondiale è stata votata all'unanimità e non per questo si è rivelata una scelta giusta... a tutti paiono sfuggire alcune considerazioni, forse banali, di un uomo come me, uno fra i tanti, uno del popolo, cittadino fra i cittadini..
La legge contro Rete4 produce un effetto minimo perché il boom del digitale terrestre fara sì che nel 2009 (anno in cui avverrebbe il passaggio) la renderà comunque visibile alla maggioranza dei cittadini, inoltre (non se ne abbia il fido Fede) il TG di Rete4 sinceramente mi sembra meno foriero di notizie rispetto a Striscia la Notizia di Canale 5, quindi credo che l'effetto sulla visibilità dell'informazione berlusconiana è minimo, o almeno contenibile. Lo dico perché pur non condividendo tante opinioni della destra difendo comunque il diritto di ognuno ad esprimere i propri punti di vista. Quindi nel Polo stiano tranquilli... continueremo ad apprendere quanto propinato quotidianamente dalle reti Mediaset.
Inoltre se Rete4 lavora su frequenze fuori legge (ma un DL dell'allora Governo Craxi sbloccò il tutto), tenuto conto dei milioni di telespettatori bastava ripristinare la legalità con una nuova assegnazione di frequenze, inutile modificare tutto il settore a solo beneficio del digitale terrestre, che è l'ennesimo affare in combutta tra destra e sinistra...
Altro punto della riforma Gentiloni è la finalmente conquistata indipendenza dell'Auditel di cui però le reti potranno esser socie. Come dire che l'Auditel diffonde i dati sul successo di una trasmissione in maniera obbiettiva. Peccato che il controllato (la TV) ne sia proprietario... a tutto vantaggio della sola raccolta pubblicitaria...
A tutti però sembra sfuggire un particolare. Nel limbo del digitale terrestre finisce anche Rai 3. Ovvero l'unica rete di sinistra che anche nei giorni scorsi è stata (delle volte) obiettivamente critica contro l'attuale Governo. Soprattutto nelle sue inchieste sull'universo Telecom Italia. Che poi, dal mio punto di vista, è stato un clamoroso autogol del governo Prodi.
Considerazione finale. Forse il vero desiderio di questo ddl non è oscurare Rete 4, ma mettere a tacere Rai 3. E mi pare un altro autogol senza precedenti...
Lu' 14 anni… e 57 giorni dopo…19 luglio 1992, ancora una strage, ancora un grande magistrato, l’amico di quel Giovanni Falcone assassinato a Capaci il 23 maggio. L’amico che non lasciò Palermo, cosciente più che mai di un destino ormai segnato. L’amico che non lasciò solo nel ricordo il compagno di giochi, di vita, di lavoro, di vacanze… e di morte. L’amico che rimase a Palermo per cercar di scoprire chi aveva ucciso in maniera atroce Giovanni Falcone. L’amico (fra i pochi rimasti) dei siciliani: Paolo Borsellino. L’unica persona capace di dar fiducia a una ragazzina, Rita Atria di 17 anni, che con lui diventa collaboratrice di giustizia e che – sette giorni dopo – per il dolore morirà a sua volta suicida lanciandosi da un balcone. Tradita da chi doveva amarla: la sua mamma. Il funerale di una ragazzina che muore senza un fiore, senza una lacrima. La madre poi profanerà addirittura la sua tomba per dire che la disconosceva anche da morta. La settima vittima innocente di via D’Amelio. Morta sette giorni dopo e non alle 16.56 di quel 19 luglio. Ma morta. Non so quanti avremo speso una lacrima per lei. Io la spesi, e continuo a farlo. Ma questa è la vita, e questo è il sistema politico-mafioso… questo scrisse nel suo diario il giorno dopo la strage:
“Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita ….. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta…”
Paolo Borsellino. L’amico che condivideva l’amicizia e che si differenziava da Falcone sol perché lui era simpatizzante della destra e Falcone della sinistra. Ma la politica non poteva tener distanti due uomini come loro. Uomini veri, non per una questione anagrafica, o se preferite di “attributi”… Oltre a Paolo Borsellino morirono gli agenti della scorta "Quarto Savona 21": Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta…e a finir lì la sua carriera, si sarebbe sposata in dicembre), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. L’auto-bomba (una Fiat 126) venne radiocomandata a distanza ma ancora oggi non si è fatta chiarezza su come venne organizzata la strage, nonostante il giudice sapesse di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per lui, e ne avesse parlato proprio quella mattina… Ma Borsellino sosteneva “chi non ha paura di morire muore una volta sola”… E se oggi lo ricordiamo… aveva ragione. È morto alle 16.56 di quel 19 luglio. Vive ancor oggi: 19 luglio 2006. Grazie Paolo… Lu’ Vergogna!«Gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo perchè non vuole essere moderna. Hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri».
Queste parole non sono state pronunciate in un qualunque bar di periferia da un soggetto alla quarta birra, ma pronunciate da un europarlamentare leghista, Speroni (l'onorevole come titolo mi par proprio che se lo sia tolto da solo con queste parole). Questo è il giudizio di una persona che crede nei valori della politica, nel bene del popolo italiano. Qualcuno, una sottospecie di nanerottolo di un'italiuccia meschina (ben diversa dalla nostra Italia, quella di tutti noi veri italiani), ci aveva dato in via anticipata degli "indegni", sol perché non si voleva approvare la sua riforma. E quel qualcuno vuol sentirsi RE d'Italia, pardon... volevo dire Presidente del Consiglio dei Ministri, insomma quel berluschino alto quanto un tappo di birra con la pretesa d'essere il vice del presidente USA...
Ero indeciso se votare Sì o No, ho cercato di fare una scelta ponderando ogni punto della riforma. Alla fine ho scelto di tracciare il NO. Ora, sapendo di essere un "indegno" e di far schifo a quel galantuomo di Speroni ne sono felice. Ancora una volta ho scelto BENE...e scusate la modestia!!! Baci a tutti gli indegni che come me fanno schifo!!!
Lu' in..."giustizia" in ItaliaEra il 2 ottobre del 2004. Una donna tampona lievemente un’auto. Da quest’auto scendono due uomini che la aggrediscono, in sua difesa interviene il marito, un onesto lavoratore 37enne Simone La Mantia, che prova a spiegare come in fondo non sia un gran danno e comunque si può fare l’assicurazione. I due “uomini” non sentono ragioni aggredendolo a calci e pugni fino a farlo cadere in uno stato d’incoscienza che prelude alla morte, avvenuta poi durante il trasporto in ambulanza. Simone La Mantia lasciò così, banalmente, la moglie di 33 anni e 4 figli. Sono passati quasi due anni da quel giorno, la “giustizia” ha fatto il suo corso. L’assassino Salvatore Mannino di Palermo, contitolare assieme al figlio Natale di un’agenzia di pompe funebri, è stato condannato a sei anni di reclusione con l’accusa di omicidio preterintenzionale grazie al rito abbreviato. E al pagamento di 150.000 € a titolo di risarcimento per un papà, un marito, un essere umano che non c’è più. Ancor più grave come questa “giustizia” iniziò subito il suo corso con l’arresto di padre e figlio, scarcerandoli però appena quattro mesi dopo perché “non c’è il rischio che siano inquinate le prove”. Ora il figlio non è punibile perché si è limitato a ingiuriare la vittima senza “partecipare attivamente” all’aggressione fisica, come se –viceversa- avesse fatto qualcosa per fermare la mano assassina del padre. La moglie ora vuol lasciare Palermo, vive assieme ai suoi figli vicino all’agenzia in questione e chiede semplicemente di non voler più vedere chi ha ucciso, senza tentare neanche un dialogo, l’uomo che amava… Palermo è una città meravigliosa, ma come dar torto a questa giovane sventurata donna? Di casi del genere giornalmente ne sentiamo tanti, troppi… Ci stuferemo mai di questo Stato incapace di proteggere i suoi cittadini dalla barbarie di “uomini” di tal portata? Luigi Asero Finalmente Signor Presidente on. Berlusconi.... Grazie!!!Finalmente sento dall'on. Silvio Berlusconi, acclamato Presidente (che piaccia o meno) del Consiglio italiano, una seria presa di posizione rispetto all'ormai impossibile immoralità del sistema economico-finanziario-politico di questo nostro Paese. Finalmente una presa di coscienza fuori dal comune, dopo anni di sterili polemiche da tribuna elettorale. L'Italia ha un assoluto bisogno di risvegliare le coscienze, di riportare un poco di ordine laddove ordine non c'è più.
Non è stato facile finora, leggere delle mie parole in favore dell'on. Berlusconi. Finalmente, anche a discapito delle alleanze interne, l'on. Berlusconi ha detto la sua in maniera chiara ed inequivocabile.
Malgrado gli impegni di Governo, malgrado gli impegni che -in qualche maniera- deve mantenere rispetto a un gruppo imprenditoriale forte quale Mediaset, malgrado gli impegni per una fra le più forti squadre del calcio nel mondo, malgrado una famiglia giocoforza sacrificata agli impegni istituzionali, malgrado tutto.
È vero, con l'età si cambia. La maggiore esperienza di Governo, nonostante tutte le vicissitudini, ha fatto forse, e finalmente, capire all'on. Berlusconi che una sana repubblica, quale quella italiana, si basa su tre poteri: politico, esecutivo e giudiziario. Quest'ultimo, dal '94 ad oggi è stato messo un po' a tacere, sottovalutato probabilmente.
Ora il nostro Presidente ne ha finalmente percepito l'importanza e il giusto rispetto che ad esso va tributato.
Bene ha fatto a trovare un po' di tempo per rendere giusta e corretta testimonianza rispetto a fatti in sua conoscenza. Non ha condannato nessuno, ma almeno ha dato ai magistrati milanesi una nuova, ulteriore chiave di lettura dei fatti di cui è personalmente a conoscenza, riguardanti quei personaggi della sinistra che tanto lo hanno osteggiato e che, a suo dire, avrebbero compiuto fatti giudizialmente ancor più rilevanti di quelli attribuiti a lui e al suo gruppo imprenditoriale.
Spetta ai giudici valutare queste dichiarazioni, ma andavano rese.
Un comportamento che va ritenuto da "cittadino modello" e che deve essere ritenuto un esempio per tutti, senza alcun dubbio.
Mi auguro che da ora in poi, il cittadino on. Silvio Berlusconi, continui su questo retto cammino. E si presenti, come finoggi non ha fatto, ai processi in cui è imputato egli stesso.
Luigi Asero Un appello per la Pace,Per favore, fate girare quest'appello tra i bloggers.
L'appello è del comitato permanente Ondina Peteani. Ondina Peteani fu la deportata n° 81672 ad Auschwitz.
L'appello lo trovate sul sito di cui vi lascio il link.
Il 27 gennaio è la Giornata mondiale della memoria dell'Olocausto. Una data importante, che forse ci sfugge, presi come siamo da mille pensieri... Ma dimenticare non ci porterà mai da nessuna parte, se non a ripetere gli errori che tanto ci fanno male...
Per non dimenticare.... clicca qui
Perdonate la mia latitanza...Leggo con piacere i commenti che mi sono stati lasciati. E vi ringrazio tutti, chi ha lasciato un commento e chi mi ha scritto direttamente alla casella di posta. Brevemente voglio spiegare il motivo di questa mia assenza...
Il mio lavoro principale consiste nell'avere un negozio (da ormai 11 anni), qui nella mia città, in cui mi occupo di vendita e assistenza di personal computers, periferiche e prodotti per l'ufficio. Da alcuni mesi, insieme ad un'altra persona, validissima, stiamo lanciando una nuova iniziativa imprenditoriale. Un'agenzia immobiliare, votata però alla creazione di business e investimenti più che alla compravendita di immobili. Tutto ciò ha fatto sì che si rendesse necessaria l'individuazione di nuovi e più idonei locali. E che si lanciasse anche una campagna pubblicitaria, fatta con i pochi mezzi di cui disponiamo (per dirla breve: tante idee e pochi capitali, tutto nasce soltanto dal nostro lavoro e dalla nostra fatica). Per far questo nelle ore diurne abbiamo realizzato locale (che sarà pronto fra una ventina di giorni), lavoro e patrimonio immobiliare, io ho continuato il mio lavoro informatico e, dulcis in fundo... nella notte ho creato un nuovo sito web in cui si parla un po' di tutto... (Certo ancora ho tanto da lavorare, già lo so, ma credo che il risultato sia già accettabile). Per i curiosi e per chi volesse trovare qualcosa di carino... ecco il link: www.sapereitalia.com
Aspetto i vostri commenti, vi abbraccio tutti e... per favore: se date un'occhiata al sito, gradirei sapere le "note dolenti", insomma se qualcosa non và non abbiate timore a dire "non mi piace perché...". È il modo migliore che avrete di aiutarmi, se lo volete. Grazie ancora. Un abbraccio a tutti!!!
Luigi Difficile lavoro...Ancora una volta un carabiniere, un rappresentante delle forze dell'ordine, muore. Per lavoro, per portare in maniera onesta i soldi a casa, difendendo nel contempo i cittadini. Macellato da un ordigno, sembra rudimentale, presso la sua caserma a Latina. Ucciso da vigliacchi che non hanno il coraggio di farsi avanti e mandano un semplice, apparentemente innocuo, pacchetto. A questi vigliacchi va il mio sincero VAFFANCULO.
Alla famiglia del carabiniere Andrioli, come di tutti i caduti, all'Arma dei Carabinieri e in generale agli esponenti delle forze dell'ordine, un sincero e misero GRAZIE.
Luigi
Immigrazione e criminalità: un problema di tuttiIl problema degli immigrati clandestini, ancora una volta - come se ce ne fosse bisogno - è tornato attuale in questi giorni, dopo i recenti fatti delittuosi. Da più parti si alza forte il grido "cacciamoli" o peggio... Lo spunto per scrivere questo post me lo dà Elisa ( Regina di Picche ) con un bellissimo e realistico post dal titolo eloquente "...razzista...mi ci hanno fatto diventare..." Mi permetto di azzardare alcune considerazioni, forse banali. Forse così tanto banali che sembrano sfuggire a molte persone. Il problema della criminalità è un problema molto serio in qualunque parte del mondo, e l'Italia è certo fra i Paesi che ne risentono maggiormente. Per una serie di fattori. Il primo di questi è, certamente, la posizione geografica che pone l'amato Stivale quale crocevia del Mediterraneo, con delle coste talmente ampie (ricordiamo che trattasi di penisola) da renderle quasi incontrollabili. In aggiunta, che dir si voglia, è un crocevia ricco. Il "Made in Italy" è esportato in ogni parte del mondo. A caro prezzo. L'Italia, malgrado l'attuale forte crisi economica, fa parte dei sette Paesi maggiormente industrializzati. Il tenore di vita di noi italiani non è certo quello di chi si sobbarca quasi ogni rischio pur di trovare l' "Eden" (poveri illusi...). È chiaro che ciò non giustifica minimamente l'atteggiamento criminale. Ma non lo giustificava neanche quando erano gli italiani ad andare a cercar miglior fortuna in altri Paesi. Eppure così sono nate le grandi famiglie mafiose. I Gambino, i Cuntrera, i Caruana e via elencando... Quindi, purtroppo, quando si muove un movimento migratorio è inevitabile che in mezzo a tanta brava gente si muova una serie di persone emarginate, deboli, oneste e laboriose, come purtroppo i criminali. Ciò ripeto, non giustifica lo stupro o l'omicidio a scopo di rapina o il semplice “strusciarsi” nella confusione di un mezzo urbano. Però ciò accade per vari motivi. E non soltanto perché queste persone sono di nazionalità estera. Il primo di tutti, è certamente l’indifferenza che la gente mostra al verificarsi di un evento. E non parlo della necessità di creare degli “eroi senza macchia e senza paura” ma semplicemente della possibilità di chiamare IMMEDIATAMENTE le forze dell’ordine contattando il 112 o il 113 (e ricordo che non c’è necessità d’aver credito nel cellulare), in più spesso è sufficiente urlare contro i malfattori per crear loro un disagio ed impedire l’esecuzione dell’atto criminoso. Eppure nei recenti stupri, di cui due avvenuti all’interno di un parco pubblico, nessuno ha difeso le coppie aggredite, neanche con una semplice telefonata alle forze dell’ordine. E così avviene per rapine, scippi, spaccio di droga, risse e quant’altro. L’altro motivo va ricercato all’interno della nostra criminalità. Dovete infatti sapere che pochi clandestini riuscirebbero ad approdare nelle nostre coste se la criminalità organizzata locale non desse loro indicazioni per organizzare gli sbarchi (guadagnando peraltro sui pochi, ultimi risparmi di queste persone). È sempre la criminalità a trovar loro alloggio, soprattutto se si tratta di soggetti che, anziché integrarsi nella società civile, si integrano nelle maglie sempre più fitte delle organizzazioni criminali. Allora, combattere l’illegalità diffusa fra le comunità extracomunitarie si può fare partendo proprio dalla lotta alle organizzazioni criminali interne. Questo è certamente compito dello Stato, ma ai politici dobbiamo chiedere di rafforzare la lotta innanzitutto contro le varie mafie. Non è l’espulsione dei clandestini che può produrre risultati, perché ne arriveranno sempre nuovi. Bisogna tagliare la radice, e quindi metter “sotto torchio” chi consente loro di arrivare in Italia. Il terzo punto si collega direttamente al precedente. È vero che l’Italia è uno Stato di Diritto e che fino all’ultimo grado di giudizio vige la “presunzione d’innocenza”, ma un procedimento giudiziario non può durare oltre dieci anni, la Legge DEVE essere uguale per tutti, i rappresentanti del popolo non possono essere a loro volta persone inquisite, il colpevole non può beneficiare di sconti di pena perché si dichiara “pentito” o uscire fuori dalle mura carcerarie perché confessando non sussiste più il “pericolo di inquinamento delle prove”, e soprattutto… una volta stabilita una pena il reo non deve uscire dal carcere neanche un giorno prima. Deve insomma esistere la “certezza della pena” che in Italia non esiste più. Io più volte sento del rammarico di esponenti delle forze dell’ordine che dopo dure (e spesso rischiose indagini) vedono l’imputato fuori, libero e tranquillo, dopo pochissimo tempo “in attesa di giudizio”, un giudizio che forse si vedrà dieci anni dopo, e forse non ci sarà mai per avvenuta prescrizione. In tutti questi contesti matura l’idea dei vari criminali di violentare la prima ragazza che capita loro a tiro, tanto o sono coperti dall’omertà o sono coperti dalle maglie larghissime della Legge italiana. E se confessando chiedono il patteggiamento ottengono anche la riduzione di un 1/3 della pena prevista. Insomma signori miei: è la Legge che non và! Io credo che se queste povere ragazze, alle quali và tutto il mio affetto, fossero state violentate da un italiano come spesso avviene, per la loro psiche nulla cambierebbe. E basta guardare le pagine di cronaca per rendersi conto di quanti siano gli stupri commessi da italiani. La storia di quel bastardo di Izzo insegna…. La castrazione chimica proposta dal ministro Calderoli è una possibile soluzione, ma punisce un problema, forse lo previene… Ma temo uno spiacevole effetto secondario. E se lo stupratore, delinquente per sua natura decidesse di uccidere la vittima per non lasciar testimoni? E i reati diversi dallo stupro? Come li puniamo? Le rapine in villa? Gli scippi? Lo spaccio e la prostituzione? Io credo sia più giusto garantire una durissima pena carceraria e mantenere, sempre e comunque, la promessa. Mentre il condannato all’ergastolo deve sapere che uscirà dal carcere non trentenni dopo (come oggi avviene) ma alla sua morte. Punto. Certezza della pena. La prova di ciò che affermo sta nella condotta del Governo inglese contro gli hooligans. Da quando le pene sono certe non ci sono più disordini. E ricordiamo che controllare la massa è più difficile che controllare azioni di singoli individui. Ritornerò sull’argomento, per ora forse, vi ho stressato abbastanza. Luigi
Gianfranco Fini: la libertà in ItaliaFra mille polemiche si sono chiusi anche questi quattro quesiti referendari. Il quorum non raggiunto ha scatenato un vespaio tra i sostenitori del "sì" e i sostenitori del "no". Ancora una volta però l'errore principale è stato quello di politicizzare il tutto. Eppure stavolta le premesse per un confronto super-partes (al di là degli ideali politici, cioè) c'erano. Il "sì" raccoglieva consensi da destra a sinistra. Ciò però non è bastato a chiudere il tutto. Ma quel che è peggio è come sia diventato un facile - assurdo - pretesto per piccole beghe interne, per facili regolamenti di conti di chi è - evidentemente - a corto di idee brillanti, ma in cerca di un piccolo "momento di gloria". Capita così che un uomo, che si trova nella forse scomoda posizione di leader di una forza politica rilevante, Gianfranco Fini, venga rimproverato d'aver invitato i cittadini a esercitare il proprio diritto-dovere di partecipare alla vita - naturalmente associativa - dello Stato. E colpa ancor più grave che gli viene attribuita è certo quella d'essersi schierato tre volte per il "sì". Vorrei, a tal proposito, fare alcune osservazioni.
Quindi, caro sig. Ministro, on. Alemanno, se si sente oscurato dalla ormai "trista"* opera del Governo di cui è esponente, La prego: non cerchi irragionevoli pretesti. L'on. Fini ha agito secondo coscienza, ed era l'unica scelta possibile trattando della vita umana, della salute delle donne come degli embrioni. Il paradosso di questo post stà in tre cose:
Per coscienza personale ritengo però, in ogni caso, ingiusto il trattamento riservato all'on. Fini ed è giusto che le cose siano dette "così come sono"... Con buona pace di tutti... Luigi *tristo = privo di forza, di vigore ( Vedi vocabolario di Virgilio, curato da www.sapere.it ) Tornare alla lira???I ministri del governo Berlusconi, ancora una volta, non perdono occasione per mostrare l'assoluta incompetenza ed impreparazione nell'affrontare i problemi economici e sociali che affliggono questa benedetta Italia. Questa volta è il ministro del Welfare, Maroni, a pronunciare delle parole delle quali si cerca di decifrare il senso. Cito il quotidiano "La Repubblica". In un'intervista rilasciata oggi, il ministro Maroni lancia -anzi rilancia- l'idea di abbandonare l'Euro e tornare alla vecchia amata Lira. L'idea è certamente suggestiva, per i nostalgici sarà anche un ritorno al passato, ma la mia domanda è: pensa il signor ministro che col ritorno alla vecchia moneta torneranno i posti di lavoro? Pensa che la gente ricomincerà a comprare ed a far muovere l'economia? Pensa forse che i pensionati capiranno finalmente che la loro pensione è aumentata? Io credo che semplicemente i pensionati vedranno che l'aumento non è corrispondente al maggior costo della vita, che la disoccupazione sarà sempre lì dove stà, che la busta paga è impegnata interamente dai prestiti erogati dalle finanziarie... No, la ricetta per rilanciare l'economia non è certo questa. Ma ritornerò sull'argomento. Con qualche proposta forse più interessante dello spendere altri milioni di euro (o decine di miliardi di lire, come desidera il ministro...) per ristampare le vecchie nostalgiche banconote... Luigi |
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