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Caino...Abele...e i fumi dell'alcool. Che sballo!!!

Non c'è nulla di meglio che poter eliminare i propri problemi. Con la bacchetta magica, con un sicario professionista (ma i problemi sono "immateriali"), magari... li si potrebbe annegare. Già... annegare i propri problemi, ma dove? come?
Forse li si potrebbe annegare nell'alcool... se fosse possibile. Ma non lo è: i problemi, i guai, le nostre depressioni... nuotano benissimo.
Si alimentano dell'alcool e di tutto ciò che sembra farceli dimenticare.
Nasce così questa storia, che non è di pura fantasia. Bensì di drammatica realtà.
Abbiamo due protagonisti, come ogni storia che si rispetti. Buoni e cattivi. Caino e Abele. Ma è una storia strana, una di quelle storie che dovrebbe far riflettere chi aspira al ruolo di Caino non volendo più sentirsi Abele.
Potrei scrivere i nomi che preferisco, ma i due protagonisti hanno già dei bellissimi nomi e non mi va di cambiarli.
Così torno indietro nel tempo, nelle cronache.
E andiamo al 15 luglio del 2007, siamo a Pinerolo in provincia di Torino. Sono le 4 della notte e una ragazza -Claudia Muro- in compagnia di fidanzatino e amici fa rientro a casa. È tardi, ma in fondo sono semplicemente divertiti e rilassati. Basta la normale, ordinaria prudenza. Anzi basta comportarsi normalmente, senza riflettere a nulla per andar verso le proprie macchine e rientrare a casa per un paio d'ore di meritato riposo. Si attraversa sulle strisce pedonali, a pochi metri ferma una pattuglia dei Carabinieri vigila sulla salvezza dei ragazzi e fa qualche verbale, quà e là.
BREAK
Parliamo ora di Corrado, Corrado Avaro, 30 anni. Artigiano, muratore, aiuto del padre agricoltore... tanti piccoli mestieri in attesa di un vero lavoro. Qualche problema con la giustizia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (comunque nulla che si possa considerare veramente grave), una separazione. Insomma tanti piccoli guai. Guai da eliminare, da annegare nell'alcool. Bella soluzione. Lo sballo del sabato sera che ti fa dimenticare i guai e i problemi. Amplificandoli, un po' come darsi una martellata sulle gengive per non sentire il molare che ti fa male.
TORNIAMO A QUELLA NOTTE...
Alcool=velocità, percezione dei sensi annullata. Sì perché chi beve è convinto di poter fare tutto esattamente come se avesse ingerito una Cola qualsiasi. Ma bisognerebbe vivere contemporaneamente in due dimensioni parallele per rendersi conto che così non è... In una bere soltanto acqua per poter osservare lucidamente cosa fa il proprio "io" nell'altra dimensione ubriacandosi. Vedere che lucido non è per nulla.
Ma come scritto prima siamo nella realtà, e la realtà ci fa vivere in una sola dimensione. Quella che viviamo, e che predestiniamo con le nostre scelte.
Così Corrado incontra Claudia, anzi si scontra con Claudia che era sulle strisce. Protetta da amici, fidanzatino e Carabinieri. Ma il tempo è stato più veloce di ogni urlo. Il suo viso si spappola sul parabrezza.
Il nostro ipotetico Caino, ancora una volta, di nuovo, uccide Abele.
Ma Caino può diventare Abele, o forse vero Caino non è mai stato.
Un mese di carcere, poi il sostegno psicologico di un amico sacerdote. Ma Claudia è ogni notte con lui, nei suoi incubi. Il suo viso, il suo sangue... su quella strada, su quel parabrezza. Dentro ogni suo pensiero da un anno in qua.
E SIAMO A OGGI
"Vi chiedo scusa per questo e per tutto il resto"... poche parole ai genitori di Corrado e -penso- ai genitori di Claudia. Una corda, una trave. Caino torna ad essere Abele. E come Abele, tragicamente, muore...
 
E Caino allora chi è? Credo sia quel maledetto alcool che assieme alle droghe, pesanti e leggere, tutti quanti chiamiamo "sballo"
Quello "sballo" che ogni notte, ogni fine settimana cerca qualcuno che voglia annegare così i propri problemi. Quello "sballo" che non fa pensare a nulla. E che realmente fa diventare "vera nullità" quello che è -e dovrebbe sempre rimanere- l'essere umano.
 
Credo che ora, Claudia e Corrado si siano incontrati, e chissà forse si son chiesti scusa a vicenda. Essendo entrambi vittime.
 
Un bicchierino può anche starci, ma per favore... non pensiamo che risolva i nostri problemi.
Lu'

23/09/2008 – DIO c'è... cerco l'indirizzo e ti invio la lettera

In questo periodo lontano da internet dedico le mie serate alla lettura, scrivo, rifletto, tantissime parole crociate del tipo autodefiniti.

Una definizione: tre lettere, centrale “i”, definizione proposta “È ovunque”. Vabbé facile, neanche rifletto e scrivo. DIO

Poi mi fermo, sì è vero, ho sempre accettato la Tua presenza e non dubito. Ma ora è diverso. Sì Dio, ci sei, sei ovunque. Ma dove?

Ti sto cercando, a modo mio forse. Ma lo sto facendo. E non ti vedo, non ti trovo.

Ho pensato che io sia una microgoccia nell'oceano. Magari sei impegnato laddove ci sono più problemi nel mondo. Ma stando alle notizie non sei neanche lì.

I bimbi continuano a morire, le bombe continuano a esplodere e a dilaniare, i poveri sono sempre più poveri, la morte racimola sempre più anime sulle strade, la ricerca scientifica è sempre più impegnata nel creare la Tua immagine invece di aiutare i propri simili, i problemi di tutti i giorni sembrano sostituiti dai problemi dei mercati finanziari. E così i poveri ci sobbarchiamo i problemi dei “poveri ricchi”.

Dio vuoi vedere che al sabato gli sceicchi dovranno comprare il panno-daino e lucidarsi da soli le loro limousines?

Ora dimmi... aspetti di goderti questa scenetta o vuoi farti vedere prima?

Non so, forse stavolta ho esagerato con l'ironia e magari non riuscirò a trascrivere questo post per pubblicarlo. Magari un fulmine mi colpirà prima. Ma almeno potrò dire con certezza “Dio c'è!”.

Ma chi lo sentirà a quel punto?...

                                                                                                                      Lu'


Anche questo postato da un internet point.... e sarei anche agente Tiscali. Rinuncio al mandato!!!!!!!!!!!!!! A denti stretti

22/09/2008 – Ancora Morandi...

Postato da un internet point.... prima o poi mi ridaranno la linea quei maledetti della Tiscali!!! Gggrrrrr....

Rieccomi  a scrivere qualcosa di me, rieccomi a scrivere di impressioni e di riflessioni. Rieccomi in questo “gioco di specchi” dove osservando l'altro, vedo me.

Lo spunto stavolta viene dalla replica di una vecchia intervista fatta da un giovane e ormai compianto Enzo Biagi a un giovanissimo Gianni Morandi. Credo che l'intervista risalga alla mia più giovane età – ogni risatina maliziosa è superflua!

Apprendo così di un vissuto di Gianni Morandi che sconoscevo. Di un'infanzia umile e povera, della necessità di “darsi da fare” sin da ragazzino.

Ecco, ora capisco l'origine di “Uno su mille” e forse questa mia empatia almeno nei confronti di questo brano.

A un certo punto Biagi chiedeva: “Cosa ti manca, se qualcosa ti manca, dei tuoi anni da ragazzino?”

-“Non aver giocato, non aver avuto il tempo per giocare”

 

Sì, mi rispecchia. E almeno per quanto mi riguarda temo che la vita non mi tornerà mai ciò che ha tolto. Ma attenzione, non è un pensiero triste.

Spero però che se un giorno dovessi aver la felicità di avere dei figli... beh che lo dia almeno a loro.

E sarò comunque felice

                                                                                                                      Lu'

20/09/2008 – Chicco

Postato da un internet point.... prima o poi mi ridaranno la linea quei maledetti della Tiscali!!! Gggrrrrr....

Spesso il proprio animale domestico riserva delle sorprese, piacevoli e non. Spesso la vera sorpresa consiste nel rendersi conto di quanto ci possa somigliare. Magari non parla, ma si esprime. Ha un suo carattere, che spesso ci somiglia. E osservandolo possiamo imparare a crescere, o almeno migliorarci.

Io quando posso osservo il mio Chicco (il micio bianco e rosso che potete vedere in photogallery). È vero. Un po' mi somiglia. Ama le coccole, è ben educato. Evita di disturbare. Miagola tanto. Un po' come me che parlo tanto. Ma ha un difetto: è buono.

E questo è diventato il mio spunto di riflessione.

Da alcuni giorni, anzi mesi, si è avvicinata al mio giardino una gatta selvatica. Cerca cibo (e fin qui... si trova), ma non accetta regole. Non si accontenta di quanto trova. Cerca l'altro, il territorio da esplorare. E da conquistare.

Già! Anche fra gatti esiste la guerra di conquista. E a farne le spese è il mio Chicco. Che è pronto a dividere il suo territorio. Ma ugualmente viene sistematicamente aggredito.

Giorni fa rientravo a casa. Ho trovato Chicco dietro la porta di casa. Aveva più graffi che peli. Tracce di sangue sparse per il corpicino. Mi sono arrabbiato, ma io non so miagolare e allora come spiego a Chicco che deve imparare a difendersi, a uscire le unghiette, a saltare al collo dell'avversario?...

e ritorno ora al discorso iniziale, la somiglianza fra padrone e animale domestico. E sì, perché quel che subisce Chicco per non saper reagire è quanto spesso è capitato a me.

Nessuno mi ha mai picchiato, ma quanti tradimenti alle spalle da parte dei cosiddetti “amici” per non aver saputo dire di no. E ora che ho imparato a dire “no”, sono praticamente rimasti i soli veri amici. Pochissimi.

Ecco. Spero che impari anche Chicco, per continuare a somigliarci. E per non annoiarvi più...

 

                                                                                                                      Lu'

Discussioni da spiaggia, e non...

Vorrei iniziare questo post sdrammatizzando un poco queste calde serate estive... chi di voi ha visto qualcosa in tv, avrà visto la pubblicità di una nota casa editrice che propone dei "classici" in edicola. Iniziativa commerciale lodevole... Detto ciò notiamo l'abbinamento della prima uscita:
"I promessi sposi" e il "Kamasutra"... io lo dicevo a scuola che per me Renzo e Lucia avevano "qualche problema". E prendevo 2 per questo! Segni dei tempi...
 
Detto ciò inizio invece una discussione che mi metterà contro tutti, o quasi, i miei pochi lettori. Farò un piccolo discorso moralista... 
 
Ero in spiaggia, davanti me due signore. Madre e figlia. La figlia sarà stata una quarantenne, tutto sommato una bella donna. Discutevano e le spiegava i motivi della sua crisi col partner.
Ok... precisiamo che non sto a origliare ma la signora la sentivano tutti (per il suo delicato tono di voce) dalla Plaja di Catania a Mondello di Palermo... quindi non sono io lo spione!!! Animoticon
 
Dicevo che lei si sfoga ed esordisce così: (tradotto dal siculo all'italiano) - "Mamma... io non ce la faccio più con lui. Basta! Non ne posso più. Sono dieci anni che mi prende in giro. E non me lo merito. Tu mi conosci... io non sono una di quelle puttane di femmine che rubano il maschio alle altre donne. Io sono così... naturale. Ma ora basta...Ora lo lascio, non ce la faccio più" ecc ecc ecc
E fin qui è uno sfogo che... come dire, mi ha fatto un po' pena questa donna, bella per giunta e vittima di uno stronzo che non ne apprezza le qualità, che la illude da dieci anni. Si sfoga con la mamma e credo sia sincera. Poi però.... poi continua....
"da 10 anni... lo capisci mamma? Da 10 anni che mi promette che lascia quella troia della moglie e invece prende solo scuse e mi fa perdere tempo!!!"...
Quando si dice la coerenza, la sincerità, il giusto valore ai sentimenti.
...E quella vecchia rincoglionita della mamma a darle ragione. A dar ragione a questa femmina che non ruba il maschio alle altre... E troia sarebbe la moglie???...
 
Lu'
 

Uno su mille

Per una volta, non è solitamente nelle mie abitudini, riporto il testo di una canzone. Solitamente si leggono testi di canzoni recenti... Io, complice una replica seguita stasera su Rai Uno riporto invece un vecchio brano. Un brano che però ha sempre rappresentato per me "qualcosa". Non l'ho mai cercato ma in tutti i momenti di difficoltà della mia vita (e sono stati tanti, senza farne vittimismo...) questo brano me lo sono ritrovato. Per radio solitamente, in tv questa sera. E ascoltarlo  mi ha sempre dato forza per affrontare "battaglie" che la vita pone innanzi. Ne ho cercato pochi minuti fa il testo, spero che possa esser d'aiuto -come lo è sempre per me- per quanti di voi potessero bisognarne, come me ora. Buona domenica a tutti...

Forse anche una "canzonetta" non nasce per caso. E se anche fosse, grazie comunque Gianni Morandi.

Lu'

 

Uno su mille

Gianni Morandi

Se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno sei finito
non ci credere
devi contare solo su di te
uno su mille ce la fai
ma quanto è dura la salita
in gioco c'è la vita
il passato non potrà
tornare uguale mai
forse meglio perché non tu che ne sai
non hai mai creduto in me
ma dovrai cambiare idea
la vita è come la marea
ti porta in secca o in alto mare
com'è la luna va.

Non ho barato né bluffato mai
e questa sera ho messo a nudo la mia anima
ho perso tutto ma ho ritrovato me
uno su mille ce la fai
ma quanto è dura la salita
in gioco c'è la vita
tu non sai che peso ha
questa musica leggera
ti ci innamori e vivi
ma ci puoi morire quand'è sera
io di voce ce ne avrei
ma non per gridare aiuto
nemmeno tu mi hai mai sentito
mi son tenuto il mio segreto
tu sorda e io ero muto
se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno
sei finito non ci credere
finché non suona la campana vai

Così scorre la vita...

Tu ami colui che ama un'altra ,

così scorre la vita

 amando chi non ci ama e forse...

 essendo amati da chi non ameremo MAI.


Riflessioni di fine settimana...

Una settimana dal mio "post isterico" è trascorsa, e mi ha regalato la presenza di tre persone (due da blog e una esterna) che mi sono state vicine regalando comunque dei momenti di serenità. E con questa la possibilità di riflettere un po'.
In fondo so già che ci sono situazioni che la vita ci pone innanzi e che devono risolversi naturalmente, per normale evoluzione degli eventi. Quella situazione era certamente fra queste. A mente lucida, riflettendo bene, esaminando meglio, mi rendo conto che in fondo avrei solo fatto una grande cavolata a sperare nella persona che mi ha dato -e ripeto senza volerlo- quella delusione. Avrei fatto la cavolata di incrinare un bel rapporto che è comunque nato e che permane. Avrei bruciato del tempo solo per arrivare a un dato certo: perderla su due fronti. Infatti mai lei potrebbe ritenere il mio carattere e il mio modo di essere compatibile al suo modo di essere e al suo carattere. Quindi in fondo credo sia meglio che sia andata così, senza parole, senza che lei sapesse.
Per quanto mi riguarda forse sarebbe giusto che cambiassi qualcosa anche del mio modo di essere. Non lo dico per una forma di arrendevolezza (che non mi è mai appartenuta) ma per una sana forma di autocritica.
E se almeno a questo servirà la giornataccia di sabato scorso, allora ben venga. Non avrò sprecato comunque un giorno della mia vita.
Un grazie particolare voglio farlo qui (senza alcun ordine particolare) a Claudia, Fabiola e Manuela per avermi voluto capire e far sfogare un po'...
Buon fine settimana a tutti
Lu'

PS: mi sà che fra poco vi tocca di sorbirvi un post improntato alla politica! ;-)
Vabbé visitatemi comunque almeno per lasciare un salutino....

Ma sicuri che Teorema di Marco Ferradini è "solo una canzone"?

In questi giorni sto riflettendo su varie cose. Come per tutti le mie riflessioni nascono da fatti osservati o discussioni avute con amici e conoscenti. Mi torna in mente una discussione fatta con un caro amico pochi mesi fa...
Si parlava di come avesse conosciuto la donna che ha poi sposato (e che da poco lo ha reso felice papà...). Mi raccontava che quando la incontrò la prima volta ad una festa era in compagnia della sua fidanzata. Una ragazza che era perdutamente innamorata di lui e che si lamentava soltanto delle sue disattenzioni nel rapporto di coppia. Lui le voleva bene, ma effettivamente non ne era veramente innamorato. Quindi magari qualche uscita, qualche telefonata, qualcosa insomma tendeva a dimenticarla. Però stavano insieme da qualche anno e lei - pur lamentandosi - gli perdonava tutto. Anzi, più lui assumeva questo atteggiamento più lei pendeva dalle sue labbra...
Arrivò questa festa, lui conosce l'attuale moglie e se ne innamora (veramente stavolta). Non dice nulla a nessuna delle due ragazze ma capisce che deve lasciare una fidanzata per la quale era chiaro che provava soltanto affetto... Ma come fare? Peggio si comportava più lei appariva innamorata e pronta a tutto.
Un bel giorno lui (che non sapeva come fare per non ferirla e che scelse la pessima via del farsi lasciare invece di lasciarla...), un bel giorno dicevo decise "il tutto per tutto", provare a cambiare per lei, dimostrarsi perdutamente innamorato. Cominciò a fare tutte quelle cose di cui lei sentiva la mancanza... Telefonata di buongiorno di primo mattino, telefonata di "volevo sentirti..." intorno alle 11, telefonata di buon pranzo ed eventuale invito a pranzare insieme, invito pomeridiano per cenare insieme o vedersi un po' "almeno la sera", apertura dello sportello della macchina e doverosa rosa rossa pronta sul cruscotto, baci, abbracci e coccole come mai in due anni... Per una settimana. La domenica lei dice "Sai? Noi dobbiamo parlare...tu sei cambiato, non sei più quello che ho conosciuto... ora mi dai tutto quello che ho sempre cercato, ma io non potrò stare accanto a una persona così per tutta la vita. Mi spiace dirti questo ma penso che non potremo stare insieme. Io non voglio un uomo così..." Lui finge di non capire pur pensando " EVVAI! Me ne sono liberato!!! :-)"
Poco dopo conosce meglio la donna che ha visto alla festa fino a sposarla qualche anno fa... Da quell'esperienza sa che deve amarla, ma senza darle alcuna importanza. E sono felici così...
E allora Teorema... è solo una canzone? O le ragazze non avete l'idea di ciò che chiedete alla vita? Giusto per capirlo... Si accettano risposte e insulti. Purché  coerenti, è solo un blog... ;-)
Lu'

La legge del contrappasso

Pensavo...
in questi giorni penso tanto, troppo forse...
penso mille cose che forse non dovrei, ma non posso farci nulla, non penso volontariamente. Mi capita di farlo.
Punto.
Avete mai fatto caso che per ogni cosa nuova che abbiamo ne sparisce un'altra?
No, non è che sia stata rubata. Ma è come se si eclissasse, come se si fosse "smaterializzata"... E ovviamente accade anche il contrario, se una cosa sparisce (o un affetto o un oggetto...), spesso poco dopo arriverà qualcos'altro. E pian pianino la nostra mente distratta avrà archiviato per sempre in un file obsoleto il ricordo della precedente.
Non sempre avviene in maniera semplice e chiara, ma avviene comunque. Questione di tempo, di impegni, forse questione di deframmentazione del nostro cervello. Ma avviene.
Quante volte alla morte di una persona cara segue una nuova nascita? Spesso, più spesso di quanto tu che stai leggendo non creda al momento...
E quante volte ci si dispera di un amore perso ma già si guarda verso nuovi orizzonti? È la vita, "the show must go on", e tutto muta.
E tutto si trasforma.
Magari si trova un amore ma si perde un rapporto, oppure più o meno volontariamente ci si allontana.
E succede anche il contrario. Si trova una sincera amicizia ma contestualmente si perde un amore, quando non accade che si trova un'amicizia proprio perché si è prima perso un amore...
La vita è varia e gli esempi diventano infiniti...
Ma accade anche con il lavoro. Se ne perde uno e ci si dispera, e magari poi se ne trova uno migliore. O peggiore.
Poi il fato ha la sua brava parte...
 
Di fronte la mia terrazza si vede l'aeroporto in lontananza. È quasi la perfezione di queste osservazioni.
Ad ogni aereo atterrato corrisponde un aereo in decollo. Così, come nella vita.
Amori e affetti, case e cose, pensieri e sogni, tutto che si alterna e si sostituisce.
Perché è giusto. Perché non si può aver tutto nella vita. Se c'è una cosa non può essercene un'altra.
È la vita.
E va bene così...
Lu'

1992-2007... i quindici anni di Manu'

"La mafia è mafia quando si associa a qualcosa che si muove in altri ambienti. No, forse è meglio un altro tono: se può fare quest'atto di carità, signor Provenzano, parli per favore. So che forse è utopia. Capisco che potrebbe temere di essere avvelenato in carcere, com'è successo altre volte in Italia, ma faccia la carità a questo popolo senza verità. Si liberi signor Provenzano e muoia almeno senza questo peso. Ti scade l'affitto, Bernardo Provenzano. Sei anche tu di passaggio. Liberati dal male, liberaci con la verità".
A parlare è la mamma di Manù, Manù oggi ha 15 anni. Il 23 maggio 1992 aveva circa 4 mesi. Non sapeva nemmeno di chi fossero quelle braccia rassicuranti che lo prendevano dalla culla la sera. Manù è il figlio di Rosaria e Vito Schifani.
Oggi si trova nella natìa Palermo, a commemorare la strage Falcone. A commemorare papà con i colleghi Antonio Montinari e Rocco Di Cillo. A commemorare Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. A commemorare le stragi di Stato nell'indifferenza, o peggio nella falsità, di questo stesso Stato. Che versa lacrime di coccodrillo.
Lacrime di coccodrillo del potere politico ed economico che vuole queste stragi, che vuole questa mafia.
Lacrime di coccodrillo di questi italiani che nella finta indignazione convive col potere in cambio di un biblico piatto di lenticchie.
Lacrime di coccodrillo della gente del Sud che chiede il riscatto e lo delega agli altri.
Lacrime di coccodrillo della gente del Nord che critica, ma vive di un certo benessere e di bei negozi, belle aziende, bei complessi residenziali che spesso, sono frutto del riciclaggio di denaro sporco, sporco del sangue di Giovanni e di Francesca, di Vito, Rocco e Antonio. Di Paolo e di Peppino.
Basta parole, in 15 anni ne abbiamo sprecate tante, troppe. Troppe per uno Stato che si impegna solo a perdere questa guerra. Resta l'appello di Rosaria... le prime righe che io estenderei a tutti.
Non solo ai grandi boss ma a tutti coloro che giornalmente cedono al potere politico-affaristico-mafioso...
 
Luigi Asero

Quando è il caso di lasciar spazio alla pietà…

È di pochi giorni fa la notizia del sequestro lampo di una 24 enne, Barbara Vergani, avvenuto nel novarese. La ragazza è stata maldestramente sequestrata e rilasciata circa 24 ore dopo, senza alcun riscatto. In base alla paura. La paura di chi non sa delinquere e tenta. Per disperazione, per rabbia forse... Ma in questo caso certamente per disperazione. Per non poter arrivare neanche a metà mese.

Tanti i motivi che portano a questa triste deduzione, triste forse più della stessa azione criminosa. Triste perché il denaro, questo “dio maledetto”, porta anche a cambiare il proprio carattere, il proprio stile di vita, i propri ideali. La donna all’atto del rilascio della povera e spaventata Barbara, le ha chiesto scusa. Ha cercato durante quelle infinite 24 ore di trattarla col massimo rispetto. Sperava forse di farla almeno franca con l’aggiunta che questo mese oltre ai soldi spesi per il suo cibo aveva speso anche i soldi per dar da mangiare a Barbara…

Barbara ha capito e compreso, malgrado la paura subita, la felicità per il rilascio le ha fatto dire che comunque aveva già perdonato. Barbara ha 24 anni come detto, la sua famiglia è benestante… ha saputo comprendere. Oggi forse sta facendo le stesse considerazioni che faccio io.

Alessandra invece, ha quasi 60 anni. Ha lavorato e nel suo piccolo, dato lavoro. Ha provato a far l’imprenditrice ma la crisi l’ha sopraffatta. Ha chiuso, è vissuta con un debito per lei pesante, ha avuto paura. Ha provato, dopo l’onestà, a delinquere, insieme ad altri due complici (altri due “morti di fame”, che in questo caso non si intende in senso dispregiativo) ha provato a fare un salto di qualità. Non è riuscito. Oggi ha molti più guai di una settimana fa. È debole, credo che la vergogna possa portarla anche a gesti estremi. La vergogna e la paura di tornar presto fuori ad affrontare una vita che le stava facendo anche perdere i suoi princìpii tutto sommato onesti… a 60 anni, quando dovrebbe invece godere dei sacrifici di una vita..

Non si può accettare che le difficoltà portino a delinquere, e la giustizia ordinaria deve fare comunque il suo corso pur con tutte le attenuanti del caso. Ma non spetta a me dire ciò che i giudici dovranno decidere. Sanno bene quale sia il loro lavoro.

Racconto questo perché vorrei far capire quanto sia sbagliato vivere per il denaro, che deve servire all’uomo. Ma che come il peggiore dei demoni porta gli uomini a vivere per esso.

Se mai questo post giungesse alla dolce Barbara, che è una ragazza di animo sensibile (lo dico perché lo ha già dimostrato nei fatti), chiedo a Barbara: so che è difficile, ma se puoi stai vicina  a questa donna, a queste persone. Credo che in eterno se un Dio c’è (e io lo credo) se ne ricorderà… Per il resto, ognuno pensi ciò che vuole. La mia non è una “verità”, ma solo una personale opinione…

Lu’

Ecco poi come tutto rischia di degenerare...

Sempre a proposito dell'assassinio dell'ispettore Filippo Raciti... Ecco poi cosa può accadere per il sol fatto di vivere nella stessa città dove vive anche un pugno di delinquenti. Pubblico un messaggio ricevuto e la mia relativa risposta. Nessuno si fermi all'apparenza, ma cerchiamo di leggere fra le righe per avviare quel dialogo che è ormai fondamentale affinché si possa alimentare una speranza nel nostro mondo:
 
Testo del messaggio ricevuto su un mio indirizzo da una persona sconosciuta (forse del Piemonte, ma non ha alcuna importanza), e forse un po' prevenuta:
... PEZZI DI MERDA CATANESI DI MERDA DOVETE SOLO VERGONARVI AVETE ROVINATO UNA FAMIGLIA.. VERGOGNATEVI..TUTTI VI SPUTEREI IN FACCIA QUANTI NE SIETE ,, A UNO A UNO..SPERO CHE BRUCIATE A L INFERNO TUTTI
Risposta:
Solitamente agli insulti gratuiti non rispondo. In questo caso faccio un'eccezione. La morte di Filippo -che per me era un amico, oltre che un ottimo poliziotto- ha lasciato tutti i catanesi onesti di sasso. Tutto quel che è successo ha provocato una enorme vergogna. Il vero rammarico sta nel non aver saputo isolare prima questi delinquenti che sembravano soltanto un pugno di spacconi (o "spacchiusi" come si dice qui a Catania...). Invece a Te -comprensibilmente- hanno provocato tanta rabbia, in noi tante vere lacrime (e non di coccodrillo). Oggi noi per primi ammazzeremmo questi schifosi vermi criminali. Se non fosse che abbassarsi allo stesso livello offenderebbe la memoria dello stesso Filippo e il ricordo dei poveri familiari.
E se posso permettermi... non mi hai offeso. Mi hai soltanto concesso un ulteriore spunto di riflessione. E te ne ringrazio. Ciao
 
 
 
 

Mi vergogno...

È difficile ammettere di provare vergogna. È difficile ammettere di sentirsi in imbarazzo, veder crollare degli ideali che non riescono più a rispecchiarsi nella realtà. Due volte. Due volte in tre giorni è forse un po' troppo...
Giorno 2 febbraio. Una stupida partita (con tutto il rispetto per le squadre e i veri tifosi) provoca una vera guerra a Catania. Mi vergogno di essere un catanese. So che è stupido, che poteva avvenire ovunque... Ma sempre ero stato orgoglioso di esser nato nella città che diede i natali a Vincenzo Bellini, a Majorana, a Giovanni Verga, a Nino Martoglio. Personaggi illustri di una città angustiata ma fiera, forse povera ma ricca dentro. Eh no. Mi son dovuto vergognare d'essere catanese. Violenza senza alcun motivo, disagio sociale di ragazzini che rapinano per comprarsi gli abiti firmati. No, il disagio sociale è ben altra cosa. È diventare ladri per poter sopravvivere. A me, a tutti gli onesti del giubbotto firmato non frega nulla. E se abbiamo da dire a un poliziotto che sta sbagliando lo contestiamo con le parole, con gli esposti. Non preparando un agguato nel mucchio, uccidendo il primo che capita. Il dono della parola è quello che ci consente di definirci persone civili. Mi sono vergognato. E chiedo scusa a ogni agente, a ogni ispettore, a ogni commissario, a ogni questore se delle volte c'abbiamo ricavato su delle barzellette... giusto per ridere un po'! Non c'è invece nulla da ridere rispetto a delle persone pronte a rischiare onestamente la vita per un misero stipendio, senza orari e senza certezza alcuna di rientro. Nemmeno per una stupida partita. Mi sono vergognato e lo ripeto.
Giorno 5 febbraio. Al Duomo di Catania si piange per l'ultima volta un poliziotto assassinato senza alcun motivo (premesso che mai esiste un motivo che possa giustificare un tale evento). Da un'altra parte di questa nostra Italia un deputato così si esprime: "quella (la morte) di un agente? Vale come quella di un ultrà"... e no! Non ci sto. L'ultrà provoca, cerca lo scontro. L'agente no, non ha alcuna voglia di rientrare con due o tre ossa rotte a casa. Posto che gli vada bene e non come al povero Filippo Raciti.
A pronunciare queste parole schifose l'onorevole (???) Caruso, indipendente nelle fila di Rifondazione Comunista. Altra vergogna. Da sempre il mio orientamento politico è stato di centro-sinistra, non sinistra radicale, ma quella che alla sinistra radicale si è alleata per "governare" l'Italia. E che non riesce a disconoscerne le parole. Mi vergogno di questa sinistra e credo che avrei fatto meglio a votare destra. Ma anche lì, tra inquisiti & Company.... forse era meglio non votare. E due. Due volte che devo vergognarmi in tre giorni.
E domani? Spero le vergogne possano terminare qui....
Lu'

Per Ermanno, e per TUTTI i visitatori....

Grazie per questo tuo passaggio su questo blog con un bel commento nel precedente post.
Mai come ora poteva esser così gradito il passaggio di un palermitano su questo blog. Qui è proprio un brutto momento. Quanto successo appena 48 ore fa con l'uccisione di un agente di Polizia, un validissimo ispettore di Polizia, per una schifosa partita tra Palermo e Catania mi fa pensare ancor più come sia necessario creare delle nuove coscienze per questo mondo allo sbando...
Grazie Ermanno, grazie a tutti coloro che vorranno -anche grazie a questo minuscolo spazio- ricreare un dialogo fra tutti noi. Lavoriamo per creare un dialogo vero, basato sulla semplicità. Lavoriamo per il mondo, perché anche egoisticamente il mondo siamo noi, e un mondo migliore farà vivere meglio noi tutti e i nostri figli (se è vero che desideriamo il meglio per loro) !!!

Lu'

PS: Scusate la mia prolungata assenza dovuta essenzialmente a inderogabili problemi lavorativi e -purtroppo- a problemi familiari di salute. Cercherò di tornar ad essere giornalmente presente al più presto possibile, ma non ho dimenticato nessuno di voi. Nessuno.

Ieri sera in tv...

Ieri sera, per una volta, mi sono concesso un po’ di televisione. Non molta per la verità. Giusto il tempo di vedere “Striscia la notizia” e un tg. La famosa trasmissione condotta dai simpatici Ezio Greggio e Micelle Hunziker mi ha dato però lo spunto per scrivere questo post. È una trasmissione che cerca di trasmettere notizie utili miste a una dose di buonumore. E fin qui nulla da dire. Comunque si faccia l’informazione, l’importante è farla. Anche sulle piccole banalità di tutti i giorni.

Una delle notizie è il tentativo di truffa che fa credere a dei poveri ingenui come sia possibile fare una copia del denaro, raddoppiando così i propri capitali (e fregandogli in pratica i risparmi…). In questo caso la vittima di turno (memore dei vari passati servizi di “Striscia”) ha capito e ha contattato la redazione per smascherare insieme il truffatore. Operazione riuscita. Mi rimane un dubbio però… una volta per un tentativo di truffa si chiamava il 113 o il 112, oggi si chiama la televisione. Mania di protagonismo (per la serie “siamo tutti figli di Maria De Filippi?”) o completa e assoluta sfiducia nella giustizia e nell’operato delle Forze dell’Ordine?

Altra notizia. “Distretto di Polizia”, la famosa serie che porta la Polizia di Stato a casa di tutti i cittadini mostrando un volto diverso rispetto a quello che il cittadino comune teme quando guida senza casco, vedrà nelle prossime puntate il ritorno di Ricky Menphis (che nella serie ricopre il ruolo di un ispettore integerrimo). La notizia sta nel fatto che (televisivamente parlando) era morto in un conflitto a fuoco qualche puntata fa. Il pubblico però piange e l’esigenza di share lo riporta in vita. Vedremo con quale stratagemma… però perdonatemi. Non condivido. Se questo telefilm vuol essere un modo per avvicinare la Polizia al cittadino affinché comprenda le difficoltà degli operatori delle Forze dell’ordine, allora l’ispettore è morto. Passi il famoso film “Ghost”, una storia tra il fantastico e il romantico. Ma “Distretto di Polizia” si propone di far vedere la vita di tutti i giorni… E allora l’ispettore non può risorgere perché il pubblico lo vuole. Qualcuno ricorda lo straziante appello di Rosaria Schifani? Per chi non ricordasse: la neo-vedova di Vito Schifani, uno degli agenti morti nella strage Falcone.

Questa “risurrezione” non avvicina la Polizia ai cittadini. Semmai è un insulto. Un insulto alla vedova Schifani e a tutte le vittime, a tutti gli eroi VERI, della Polizia e degli altri corpi.***

Mi spiace. Sono sempre più contento di non aver il tempo di vedere la tv!

Lu’

***= e oggi anche alla vedova e ai figlioli di Filippo Raciti. Ucciso da delinquenti (presunti  tifosi) nel tentativo di dividere due tifoserie per evitare che qualcuno si facesse del male. Ogni altro commento è superfluo.

Delusione...

Si può esser vicini a qualcuno... si può cercare di sperare in una vita diversa, mai nulla però ci può portare a compromessi impossibili...
Per la prima volta nella mia vita ho cancellato un post e dei commenti...
Ringrazio per questo l'amicizia e la solidarietà di un "fratello" e l'assoluta mancanza di fiducia di chi - in realtà - forse troppa fiducia aveva avuto.
Non cambia nulla nel mio desiderio di augurare ogni bene possibile a queste persone... ma distanti da me grazie. Ho già dato.
Un messaggio di scuse va a qualunque altro lettore per questo post "tristemente strano"...
Stamane, giunto al mio negozio sono uscito per prendere le canoniche maledette sigarette... poco prima un signore aveva fatto la stessa cosa (come milioni di altre persone). Era a terra, ormai morto, stroncato da un infarto. L'equipaggio dell'ambulanza ha lasciato un telo a coprire il tutto. Questa è la vita... anche nell'amicizia, anche nell'amore...
A Te che leggi e che sai.... auguro Buona Vita. A tutti gli altri... non fateci caso. Bisogna viverla comunque a ogni costo e sempre, perché poi, ogni ripensamento potrebbe essere tardivo... e non c'è tempo per chiedere scusa...
Io lo faccio ora: chiedo scusa a tutti per la noia di questo post
Lu'

Le certezze dei “forti”…

Parlavo oggi con un amico, si parlava del più e del meno, una discussione fra tante insomma… a un certo punto mi dice “vorrei avere la tua forza, riesci a reagire sempre a tutto, nessuno avrebbe scommesso una lira che non avresti dichiarato fallimento…”… beh, penso io… “e non sai tutto quello che mi è capitato nella vita”. Ma in fondo ripeto la discussione verteva sui classici argomenti… lavoro, amicizie vere e false, ragazze…

Preso un caffè ci siamo poi salutati. Tardo pomeriggio, mi annoia rientrare a casa, decido di andare in un ipermercato. Vedo comunque persone e ne approfitto per farmi un’idea in merito a una serie di cose che nei prossimi mesi vorrei acquistare… però si può esser soli anche in mezzo a diecimila persone e la solitudine aiuta a riflettere su sé stessi…

Ripenso alle parole del mio amico, neanche un’ora prima… quanto sia difficile esser forti se si è soli… Fosse stato ancora davanti a me avrei voluto rispondere a questa sua affermazione e dirgli “Ma chi ti ha detto che io sia una persona forte? Chi ti dice che la mia reazione a tutto ciò che mi accade e mi è accaduto non sia solo istinto di sopravvivenza? Chi ti dice che sia giusto far quello che faccio io?”, ma ero oramai solo. Solo in un ipermercato con dentro almeno 5.000 persone…

E allora ho cercato di far un po’ di mente locale su me stesso… Non sono nato forte, penso di esserci diventato. Con le esperienze, con l’aiuto di chi ha voluto essermi vicino, con tutta una serie di sotterfugi, con il mio pensare che la prima regola della mia vita doveva essere “non fare agli altri quel che non voglio sia fatto a me”, forse questa regola non è stata sempre rispettata fino in fondo… ma solo in caso di sopravvivenza vera. Non rimpiango nulla del mio passato ma certo, se dovessi riviverlo, certamente tante cose non le rifarei…

Il mio voler aiutare gli altri e aiutare me stesso mi ha portato a tanti errori. Ho fatto di tutto, ho aiutato la cosiddetta “Legge” (?) per un istinto di giustizia… compiendo ingiustizie!

Ho aiutato persone in gravi difficoltà, compiendo reati! Per la cronaca ormai prescritti e comunque non gravi, peraltro con la mia “faccina d’angelo” non avrebbero mai dato l’alt a me e se l’avessero fatto ho comunque abbastanza “faccia di bronzo” per uscirmene pulito e far sentire in colpa gli agenti… un po’ di cultura serve sempre e se gli agenti li reclutano fra quelli senza studi non è colpa mia!... ;-)

Come al solito mio (aveva ragione la mia professoressa d’italiano) sono andato fuori tema.

Dicevo che la mia forza cominciò a emergere con i miei 7 anni anni, quando a scuola subìi delle… diciamo “molestie” da uno ben più grande. Decisi allora, rientrando a casa consapevole che era meglio non dir nulla ai miei malati genitori, che mai più qualcuno avrebbe dovuto subire ingiustizie e io mi dovevo sganciare sin da allora dalla “gonna della mamma”…

Non sono stato un buon figlio e so già che, pur desiderando un figlio più della mia stessa vita, se venisse fuori un tipo come me… non ne sarei felice. Perché mi conosco.

Ho affrontato (e affronto) crisi finanziarie forti, che per un commerciante sono deleterie. Ho affrontato amori a senso unico, ho affrontato tradimenti (soprattutto d’amici, in campo sentimentale uno solo, della mia più recente ex), ho affrontato malattie e forse depressione (o meglio forti crisi di stress)… eppure sono qui. Con i miei hobbies, la mia voglia di esserci, la mia voglia di lavorare e organizzare (da buon arietino)… con la mia felicità se una piantina nasce e si sviluppa per effetto delle mie cure…

Ma c’è sempre un “però”… sembrerà strano ma uno “forte” ha bisogno di conferme. Per natura sono abituato a dar conferme, proprio perché so quanto sia importante per me riceverne. E allora un telefono che non squilla o un messaggio che non arriva, se la persona da cui potrei aspettarlo è veramente importante per me… può abbattere ogni mia certezza. Ecco chi è una “persona forte”: uno pronto a crollare e a scrivere questo mucchio di stronzate se quel maledetto telefono o quella maledetta mail non danno segni! Ed è passata la mezzanotte… non squillerà più. Non per oggi almeno…

Lu’

CHAT, AMORE E “MENATE” DEL GENERE…

Stavolta ho voglia di scrivere qualcosa di me, qualcosa che riguardi direttamente la mia persona e i miei “schiribizzi” anziché i miei sogni da sfrenato idealista contro le mafie e la corruzione, o i miei sogni da “sognatore di un mondo migliore”, o le aspirazioni di una persona che crede ancora nell’Amore e che giunto a 36 anni spera ancora di trovare la donna amante del dialogo, della semplicità (che non sia noia, ovvio), la donna che crede ancora che esiste il “valore della famiglia”,  la donna che sia disposta a vedere oltre l’aspetto fisico, e tutte “ste menate qua”…

Ma da quest’aspetto parto per raccontare questa mia esperienza.

Come tutti i single che utilizzino il pc (e vi ricordo che è addirittura il mio lavoro), un po’ per curiosità, un po’ per la voglia di conoscere qualcuno -anche soltanto per amicizia- nel corso degli anni mi sono iscritto in varie chat e community…

Visto che ritengo di non essermi mai comportato male con alcun utente vi comunico anche i vari nick utilizzati (tanto sul profilo di questo blog ho inserito anche il mio cellulare aziendale…peggio di così…), per poi svelare il reale motivo che mi ha spinto a scrivere questo post…

Dunque, su Cupido (la community di Libero) sono iscritto con i seguenti nickname: luigiasero (nome e cognome quindi), asteroide2004 (dal nome del mio precedente blog su Virgilio) e stellacometa201 (nick utilizzato anche su Virgilio) e che non è da intendere come femminile ma semplicemente come segno religioso di “speranza”… non so se vi dice nulla la stella cometa che dava il lieto annunzio del Natale (nessuno mi dia del Berlusconi che si crede Gesù!!!...), ma il segno in sé è portatore di Speranza, e la prima volta che creai questo nick ero solo come un venditore di stufe in pieno deserto del Sahara. Ed era Natale del 2001…

Con i miei nick mi sono sempre presentato per quel che sono, con i miei pochi pregi e i miei tanti difetti, con un profilo quanto più possibile reale in cui spiego la mia passione per il giardinaggio (oddio… delle volte mi sento di esser fuori dal mondo: preferisco le piante a un cellulare di ultima generazione!), la mia ricerca di… bla bla bla… Insomma presento me stesso. Punto. Senza “ma” e senza “se”…

Certo ho trovato amicizie bellissime, fantastiche, meravigliose. Riportarne qualcuna sarebbe soltanto fare un torto a chi inevitabilmente, per dimenticanza, non cito. Ma ci sono state, ci sono e – sono certo – ci saranno.

Eppure… manca qualcosa. Una donna che entrasse pensando “sono single come questo cretino qui, chissà com’è… lo contatto. O almeno rispondo se mi contatta lui”

Anzi meglio… mi è capitato d’esser accusato d’essere certamente una persona falsa che si presentava bene, ma che in fondo certamente si sarebbe rivelato il classico “maiale” nascosto dall’anonimato di internet…. Mah! Almeno ricordassi d’averlo fatto potrei dire “e mi sono pure divertito, come dire ogni lasciata è persa…” però non l’ho fatto.

Bene, continuando a voler credere che con un nick “serio e tranquillo” è logico incontrare persone altrettanto tranquille ho  però voluto provare poche settimane fa  a crearne uno nuovo sempre su Cupido. Provocatorio questa volta. Non me ne vogliano le donne… ;-)

Questo nuovo nick sarebbe “soloperscopare1970”… evitando nome e cognome, poche informazioni… insomma una provocazione ben fatta… almeno credo!

Quel che non mi aspettavo è quante donne e ragazze mi avrebbero contattato… partendo sì dal fatto che “ma uno come te che affidabilità dovrebbe avere?... Non t’incontrerei neanche per tutto l’oro del mondo”. Salvo poi mandarmi subito dopo la loro foto alla prima richiesta… E badate bene: diverse di queste donne fanno parte di quelle che mi davano del falso e del maiale con i nick in cui dicevo veramente chi fossi…!!!

Ora dico: è vero per secoli l’uomo è stato falso e traditore, forse continueremo ad esserlo (mi metto anch’io fra i traditori pur non avendo mai tradito nella mia vita e lo affermo con forza senza timore d’essere smentito), ma non è che le donne il tradimento non ve lo cercate. Forse è proprio quello in cui inconsciamente sperate per potervi poi lamentare (e Vi prego care donne che leggerete questo post, non prendetevela con me; in fondo sto soltanto riportando quanto constatato di persona). Perché se così non fosse spiegatemi che senso ha non rispondere alla mia richiesta di contatto con gli innumerevoli nick seri e tranquilli e rispondere quasi immediatamente a “soloperscopare1970”… dico io: e poi quelli poco seri saremmo gli uomini???

Allora che fare… continuo su questo nick e dopo qualche soddisfazione “di letto” il ba…rdo sarei io???!!! Dai riflettiamoci su un attimo…

Ovvio che tutto ciò non include tutte le donne, ma care donne serie prese poi in giro da qualcuno… chiedetevi se quella persona c’aveva provato a comportarsi correttamente e non ci sia dietro un bella reazione di tipo…quasi allergico…

Che sia chiaro: non accetto comunque l’idea che qualcuno tradisca un altro essere vivente.

Tanto lo so che se prima ricevevo un contatto l’anno via chat e messaggerie ora posso anche cancellare i profili… Da questo momento in poi credo che tutti i miei nick finiranno in “lista nera”. E vabbé… tanto la donna giusta la troverò a prescindere da qualunque chat e qualunque blog, se non è già dietro l’angolo… vado a controllare fuori va!

Buona estate a tutti e a tutte, un abbraccio….  e perdonatemi se potete…J

J Lu’ ;-)

Silenzio

Silenzio.

Un Silenzio pesante,

vuoto

ed assoluto.

Questo è il penetrante Silenzio

che schiaccia chiunque

oggi si rechi

nella spianata di

Auschwitz-Birkenau.

 Silenzio di morte.

Silenzio,

vuoto immenso

lasciato dal milione di bambini,

anziani,

donne

e uomini

sottratti alla vita,

massacrati fra le fauci

dell’inaudita ferocia

della più colossale

fabbrica di morte

mai concepita dall’Uomo:

AUSCHWITZ   

– il più grande cimitero della Storia –

dove quest’anno,

in Memoria dell’Orrore,

il 27 gennaio 2005,

data simbolo dell’abbattimento dei suoi cancelli,

si sono inchinati

 – quarantaquattro –

Capi di stato

e di Governo

di altrettanti Paesi.

 Nei 1000 Lager della lucida follia nazista

soltanto gli ebrei trucidati,

asfissiati

e arsi (talvolta ancora vivi)

ammontano a

SEI MILIONI.

 Frastuono.

Un semovente frastuono continuo.

Uno sferragliare di mezzi pesanti.

Autoblindo

e militari

in assetto di guerra.

La notte tutto continua alla luce delle fotoelettriche.

Un cantiere imponente,

osteggiato da considerevole

percentuale degli israeliani stessi.

Il fragore più assordante

accompagna l’edificazione della muraglia

voluta dal Governo

di Tel Aviv.

Traumatica linea di demarcazione

fra due Mondi senza pace

che rende ancor più profonda

la ferita infetta

del dramma palestinese.

Popolo d’Israele e Popolo Palestinese.

Uno ricchissimo, l’altro poverissimo.

  Il primo cinge d’assedio il secondo,

quello in cui è sorta

la più grande prigione al Mondo: GAZA.

 Popolo palestinese.

Popolo senza Terra.

Popolo senza una Nazione.

Mai si raggiungerà

LA PACE

se LA MENZOGNA

continuerà ad infangare

l’intangibilità unica ed oggettiva

della STORIA.

 SILENZIO E FRASTUONO.

Silenzio verso qualsiasi

oltraggiosa pretesa negazionista

che intenda sovvertire la mostruosità

dell'Evento che ha mutato

il corso stesso della Storia:

AUSCHWITZ.

Frastuono deflagrante

dello scoppio di

un kamikaze.

Frastuono

di sirene spiegate,

di Grida,

di Orrore,

di Paura.

 Frastuono

dei blindati

con la stella di David.

 Frastuono

di razzi Qassam.

 Frastuono

dei razzi lanciati dagli F-16.

 Frastuono

di raffiche contro i bambini che lanciano sassi contro i mezzi corazzati.

Frastuono di morte.

Frastuono

di escavatrici all’opera protette

da mitragliatori.

 

Onorevole

Premier Iraniano

Ahmadinejad:

Nessuno

ha il diritto

di offendere

la sacralità della Memoria

di martiri inermi.

L’inviolabilità

della Memoria di AUSCHWITZ.

 Lei nemmeno.

Le Sue ragioni infatti precipitano ulteriormente

la situazione complessiva

nell’odio della Ragione.

 Imprescindibili ragioni Storiche

dimostrano quanto

la Sua propaganda fomentatrice

induca esclusivamente all’esaltazione collettiva,

alienando

ed allontanando

concrete prospettive di Pace.

Il Mondo Arabo

ha indiscutibilmente motivo di sentire SUE

le continue fustigazioni inferte

al popolo fratello

di Palestina.

All’ignominia di genti senza Terra,

Patria e Libertà,

trattate in massa da recluse.

Ma spargendo benzina su bracieri mai spenti

non trionferà mai la Pace.

 La Ragione della Giustizia

riacquisirà dominio soltanto con il tacere

delle armi,

della dinamite

e del fuoco.

 Giustizia,

Pace

e Fratellanza

sono l’unica via

per bloccare il fiume di odio

che continua  a scorrere,

flagellando due popoli

sui quali la Storia

ha tristemente riconosciuto

un mare

di sangue innocente.

 P a c e !

 

 

 Nota: lo scritto pubblicato è un appello alla Pace del Comitato Ondina Peteani (donna ebrea fra le poche salvatesi dall'inferno nazista)

Luigi Asero